Archivi autore: Walter Falgio

Antifascismo: la passione nell’impegno quotidiano

Nel 1951 in un articolo intitolato L’Avvenire di Sardegna – pubblicato nella rivista «il Ponte» fondata da Piero Calamandrei – Emilio Lussu descriveva le doti dei sardi. Sosteneva che le tanto decantate qualità ataviche, «onore, coraggio, disciplina lealtà», erano delle favole. E poi seguiva la celebre frase: «Non siamo né migliori né peggiori degli altri: il fascismo si affermò anche da noi, vile imbroglione e caporalesco».
 
Poche righe dopo, però, aggiungeva che i caratteri di umanità sublime – queste sono le parole che usa Lussu – offerta al bene generale non potevano essere meglio espressi che dal sacrificio con cui «tanti sardi in guerra, nella lotta partigiana, pur lontani dalla propria terra, nella lotta politica, hanno spontaneamente e semplicemente offerto la propria vita per la vita di tanti altri, anche sconosciuti».
 
La guerra partigiana, oltre al gigantesco e decisivo portato politico che è alla base della nostra democrazia, è stata anche questo: umanità e passione accompagnate naturalmente da contraddizioni, dilemmi, esitazioni, salite e discese spesso vertiginose. Quando voglio entrare in contatto con gli uomini e con le donne che hanno combattuto il nazifascismo, riparto da qui, cioè dalle tante pagine di testimonianza, dalle lettere, dai diari dei partigiani dove si trovano il tormento e la partecipazione che hanno animato quella scelta di oltre ottanta anni fa. Ed emerge sempre qualcosa di nuovo, di intenso, di decifrabile con l’immediatezza, seppur circoscritto al durante.  

Lo faccio e lo suggerisco perché questo è un modo per ritrovare vicinanza con quella esperienza, come ha spiegato molto bene anche Chiara Colombini in un libro intitolato, non a caso, Storia passionale della guerra partigiana pubblicato qualche anno fa dall’editore Laterza. Le passioni ci uniscono e ovviamente ci dividono, è normale.

E la sostanza di quella passione, in forme, linguaggi, contesti molto diversi, credo sia ancora dentro molti di noi. L’abbiamo vista negli occhi delle e dei migliaia di giovani che hanno manifestato in tutto il mondo contro il genocidio dei palestinesi.
 
L’abbiamo vista nelle manifestazioni a Londra, Berlino, Minneapolis, Los Angeles e in tutto il movimento «No Kings» contro le discriminazioni razziali, la compressione dei diritti, la deriva autoritaria che spaziano dalle politiche oltreatlantico sino, purtroppo, al nostro piccolo mondo, o al vicinato. Il razzismo è una pianta molto difficile da estirpare. E ricresce continuamente e dappertutto.  
 
Abbiamo visto questa passione civile a Cagliari negli occhi dei familiari del deportato Mario Giovanni Pani mentre è stata posata la pietra d’inciampo in viale Sant’Avendrace. L’abbiamo vista quando a Sassari abbiamo ricordato Dino Col e Giovannico Biddau assassinati a Flossenbùrg.
 
Ritroviamo questa passione in tutti i costruttori di pace e di speranza, in tutti e tutte coloro che ogni giorno nel proprio luogo di lavoro, in famiglia, per strada difendono l’inclusione contro la discriminazione, promuovono il dialogo contro la politica della forza, affermano la critica della conoscenza contro la semplificazione e l’inaridimento della sopraffazione.    
 
Questa passione, antidoto all’ambiguità e all’indifferenza, si chiama ancora oggi come allora antifascismo e non conosce crisi perché vive e si rinnova tutti i giorni nella pluralità delle nostre esperienze, nelle nostre parole, nelle nostre asperità e difficoltà di uomini e di donne che non accettano e mai accetteranno l’inevitabilità della guerra e della prevaricazione.

Proprio perché, chi la guerra ha combattuto ottanta anni fa per affermare gli ideali di libertà, ne ha sancito il ripudio inappellabile anteponendo ad essa il lavoro, i diritti, l’uguaglianza, la solidarietà in 12 articoli immodificabili. A questi ne sono stati aggiunti altri 127. Il 27 dicembre 1947 è stata così promulgata la Costituzione italiana nata dalla Resistenza che ancora una volta – una maggioranza di votanti contro la posizione del governo in carica – ha deciso che non si tocca. Va bene così!

Difendiamola e lottiamo ancora per applicarla, tutti i giorni, nei percorsi diversi delle nostre vite!

(Discorso da me pronunciato a Cagliari alla conclusione della manifestazione per la Festa della Liberazione il 25 aprile 2026)

La posa delle pietre d’inciampo a Cagliari e a Sassari

Lunedì 9 marzo a Cagliari alle ore 10, nell’aula magna del Liceo “Siotto Pintor”, in viale Trento, 103, si è tenuta la cerimonia aperta al pubblico per la posa della pietra d’inciampo in memoria di Mario Giovanni Pani, vittima della deportazione nazifascista, nato in città nel 1923. All’evento hanno preso parte il sindaco, Massimo Zedda, la nipote del deportato, Daniela Pani, i responsabili delle associazioni antifasciste promotrici, Alberto Bocchetta (Anppia), io per l’Issasco, Carmen Meloni (Aned Milano) e Lidia Roversi (Anpi), il dirigente del Liceo “Siotto Pintor”, Aldo Pillittu. La posa della pietra – la prima volta nella città di Cagliari – in viale Sant’Avendrace 112, si è svolta nell’area dove sorgeva l’abitazione di Pani oggi non più esistente.

Presentazione del libro. Il pomeriggio dello stesso giorno alle ore 16, nell’aula consiliare del Palazzo civico in via Roma, le iniziative per la posa della pietra d’inciampo hanno proseguito con la prima presentazione pubblica del volume Storie di deportazione femminile, (Anppia, 2025, a cura di Alberto Bocchetta) dove si riportano alla luce vicende biografiche di donne perseguitate dal nazifascismo, con particolare attenzione al “Trasporto 91” diretto a Ravensbrück nell’ottobre del 1944. Dopo i saluti del presidente del Consiglio comunale, Marco Benucci, sono intervenuti la presidente della Commissione consiliare Pari opportunità, Chiara Cocco e gli autori del libro BocchettaMeloniPani e ioHa coordinato la consigliera e docente, Laura Stochino.

Martedì 10 marzo alle ore 10 al Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari, in viale Italia 39/A,si è tenuta la seconda cerimonia aperta al pubblico per la posa delle pietre d’inciampo in memoria di Dino Col (1904-1944) e di Giovannico Biddau (1896-1945), vittime della deportazione nazifascista. All’evento hanno preso parte il sindaco, Giuseppe Mascia, i responsabili delle associazioni antifasciste promotrici, Alberto Bocchetta (Anppia), Antonello Lullia (Issasco), Carmen Meloni (Aned Milano) e Thomas Arras (Anpi). Erano presenti i familiari dei deportati. La posa delle pietre è avveuta davanti al Liceo Classico “Azuni”, in via Rolando, 4, alle ore 11, scuola dove entrambi i deportati hanno studiato.

Il Consiglio regionale della Sardegna e gli studenti ricordano Nino Garau

Il 15 dicembre 2025 il Consiglio regionale della Sardegna ha ricordato il partigiano Nino Garau anche nella sua veste di ex Segretario generale dell’Aula con un’iniziativa riservata alle scuole. Si è celebrata così la sesta giornata di studi in memoria dell’antifascista cagliaritano nell’anniversario della sua nascita.

Il programma della mattinata ha messo al centro gli interventi critici, accesi, vivaci di studentesse e studenti dell’Università di Cagliari e di licei e istituti superiori della città.

Una declinazione attiva e partecipe dell’antifascismo che abbiamo ragione di credere sarebbe stata apprezzata anche dal comandante Geppe, nome di battaglia di Garau.
Sono stati anche ricordati due importanti progetti didattici del Convitto Nazionale Cagliari e del Liceo Alberti quali l’elaborazione della pagina Wikipedia dedicata a Garau e l’esposizione della mostra dell’Anppia “Ribelli al confino“.

Quindi grazie prima di tutto a Rebecca Pisanu e Nicola Vacca dell’Università di Cagliari, a Emma Brodu e a Nora Massarelli del Liceo Alberti Cagliari, a Giulia Asili e a Lucas Raggio del Liceo Classico Dettori .

E ai e alle dirigenti e alle docenti che hanno coordinato e guidato le classi: Laura Stochino del Convitto Nazionale, Lorella Villa dell’Istituto Tecnico Commerciale “Martini”Tiziana Pompei e Letizia Fassò del Liceo “Dettori”, Silvia Conti e  Manuela Deiana del Liceo “Alberti”, Anna Busonera dell’Istituto Nautico “Buccari”.

Insieme alle ragazze e ai ragazzi erano presenti i familiari di Nino Garau e i rappresentanti delle associazioni antifasciste, AnpiAnppiaUaps“Cesare Pintus” e mazziniana.

Il ringraziamento va naturalmente al Presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, per aver accolto l’invito dell’Issasco a organizzare questo confronto con le scuole in occasione della giornata in memoria di Nino. Nonché al suo staff e a tutto il personale impegnato nell’iniziativa.

Ai Cantieri della Resistenza 2025 a Verona

Ho partecipato con il direttore dell’Issasco, Daniele Sanna, ai Cantieri della Resistenza 2025IV edizionepromossi dall’Istituto nazionale “Ferruccio Parri” a Verona il 26 e 27 novembre 2025. Il tema dei Canieri era: Dalla Liberazione alla Repubblica: la ricerca, gli archivi, la riflessione storiografica.

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L’intervento dell’Issasco curato da me e Sanna era intitolato: Sardegna tra continuità e transizione: ritorno dei partigiani, “resistenza mancata” e governo dei CLN.

Si è proposta una lettura della difficile transizione 1943-’48 nel contesto isolano, negli ambiti politici, militari e delle istituzioni territoriali, con attenzione al destino dei combattenti antifascisti e dei soldati. A partire dalla ridefinizione di Resistenza mancata si sono state descritte le strategie adottate dagli alti comandi in Sardegna dopo l’8 settembre anche in funzione di sostegno alla guerra di Liberazione.

Le scelte dei CLN hanno offerto altresì nuove chiavi di lettura per osservare i processi di complicata ricostituzione degli organismi di rappresentanza del territorio in una fase di grave disgregazione. Ci si è soffermati anche sui segnali di continuità con il fascismo testimoniati dagli incarichi ricoperti da personale di fiducia del regime nei partiti componenti i Comitati di Liberazione.

Emilio Lussu: itinerari tra il pensiero e gli scritti

Emilio Lussu: itinerari tra il pensiero e gli scritti è il titolo della giornata di studi e formazione in occasione del 50esimo anniversario della morte dell’antifascista di Armungia (1975-2025) che si è tenuta all’Archivio di Stato di Cagliari, in via Gallura 2, venerdì 24 ottobre 2025.

L’evento organizzato e promosso dall’Issasco (Istituto sardo per la storia dell’antifascismo e della società contemporanea) con l’Archivio di Stato è stato dedicato a Valerio Strinati, storico del movimento operaio e socialista, mancato improvvisamente nel 2024.

Attraverso quattro agili panel sono state proposte letture e riflessioni attorno alla poliedrica figura del leader sardo. Sono intervenuti studiose e studiosi provenienti dal mondo accademico, dalle istituzioni archivistiche, dalla Scuola, dalla Rete degli Istituti per la Resistenza, a partire dalla griglia interpretativa di un testo o di uno scritto inedito del combattente armungese. L’intento è stato quello di rileggere Lussu, individuare degli itinerari tematici e proporre un confronto aperto, plurale e interdisciplinare.

Dopo i saluti dei rappresentanti istituzionali, il presidente dell’Istituto nazionale “Ferruccio Parri”, Paolo Corsini, ha sato avvio ai lavori. 

(Io e Tommaso Lussu, nipote di Emilio, in apertura del convegno)

Hanno quindi preso la parola Alice Cencetti, Patrizia Serra e Silvia Ballestra nella sessione di apertura sui mondi letterari. Tatiana Cossu ha guidato il confronto tra gli antropologi Antonio Fanelli e Francesco Bachis mentre Enrico Trogu ha presieduto il panel sulle fonti archivistiche con me, Enrico Fenu e Costantino Di SanteValeria Deplano ha introdotto i temi politici e didattici con Gianni FresuDaniele SannaVanni Piras e Roberto Serra. Lo storico della letteratura e critico letterario dell’Università di Firenze, Marino Biondi, ha tenuto una lectio finale su una delle opere più note di Emilio Lussu: Un anno sull’Altipiano, requisitoria contro la disumanità della guerra. In ciusura si è svolto un itinerario cittadino nei luoghi di Lussu tratto da uno script di Roberta Olianas e di Andrea Murru.

L’evento è stato realizzato grazie a un finanziamento dell’Assessorato alla Cultura della Regione Autonoma della Sardegna, con la collaborazione dell’Istituto nazionale “Ferruccio Parri”, della Soprintendenza Archivistica della Sardegna, dell’Istasac (Istituto per la storia dell’antifascismo e dell’età contemporanea della Sardegna centrale) e dell’Associazione culturale “Antonio Gramsci” di Cagliari.

L’iniziativa è stata anche proposta come corso di formazione per insegnanti.

Alla Summer school dell’Istituto nazionale “Ferruccio Parri” ad Aosta

Ho partecipato con il direttore dell’Issasco, Daniele Sanna, e con la responsabile per la Didattica, Laura Stochino, alla Summer school dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri con l’Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea in Valle d’Aosta, la Regione Autonoma Valle d’Aosta, l’Università della Valle d’Aosta sul tema “Resistenza, Costituzione, autonomie”.

 Il 28 agosto 2025 ho condotto l’intervista al prof. Roberto Louvin dal titolo “Emilio LussuÉmile Chanoux, il federalismo: sguardo storico e prospettive sul presente”.

A seguire il workshop coordinato da Laura Stochino e Daniele Sanna su “La difficile nascita della Regione. Conflitti e cesure dalla Costituente agli anni Settanta. Uno studio di caso”.

Qui il programma completo della Summer school: https://www.reteparri.it/didattica-formazione/summer-school/summer-school-2025-12041/

Workshop per docenti: “La difficile nascita della Regione. Conflitti e cesure dalla Costituente agli anni Settanta. Uno studio di caso”

«La Regione non è una cosa seria»: Francesco Saverio Nitti esprimeva, nel 1949, una forte diffidenza nei confronti di un’articolazione territoriale che, alla luce dell’esperienza sarda e siciliana, stentava ad affermarsi. Il cammino del nuovo ente fu lungo e tortuoso. Eppure, a distanza di decenni, la Regione è diventata un elemento centrale del quadro istituzionale italiano e la sua pagina di storia fondamentale per lo studio del Novecento.

Il workshop proposto dall’Issasco alla Summer school dell’Istituto nazionale “Ferruccio Parri” si è inserita in questa cornice storica e culturale, offrendo ai docenti della scuola secondaria un’unità di apprendimento che ha permesso di esplorare il lungo e complesso processo che ha portato all’istituzione delle Regioni.

L’unità guida gli studenti nell’analisi delle principali tappe della regionalizzazione: dalla previsione costituzionale del 1948 all’effettiva attivazione delle Regioni a statuto ordinario nel 1970. L’approccio proposto si fonda sulla metodologia dello studio di caso, che consente di approfondire in modo concreto e comparativo la nascita e lo sviluppo delle Regioni attraverso l’analisi di contesti territoriali differenziati.

In particolare, sono stati messi a confronto esempi di Regioni a statuto ordinario e di Regioni a statuto speciale, per evidenziare le diverse traiettorie storiche, le motivazioni giuridiche e politiche alla base dei due modelli, e le implicazioni sul piano istituzionale. Tra i casi trattati: la Lombardia, per il modello ordinario e la Sardegna e per il modello speciale, con le loro specificità culturali e geografiche. Le attività didattiche hanno previsto l’uso di fonti storiche, documenti ufficiali, mappe e articoli dell’epoca, con l’obiettivo di sviluppare negli studenti il pensiero critico e la capacità di collegare passato e presente.

Durante il workshop, i docenti hanno partecipato alla simulazione delle attività previste, ricevendo materiali pronti all’uso e indicazioni pratiche per l’adattamento alle diverse realtà scolastiche. Il workshop si configura come un’occasione di aggiornamento e confronto, finalizzata a promuovere una didattica della storia attenta al contesto territoriale e alla formazione della cittadinanza consapevole.

Al convegno Voci liberate dell’Istituto Parri a Padova

Con Laura Stochino, responsabile per la Didattica dell’Issasco, ho partecipato a Padova al convegno “Voci liberate. Fonti orali e storia della Resistenza” promosso dall’Associazione italiana di storia orale, dall’Istituto Nazionale Ferruccio Parri, dall’Universtà di Padova e da altri enti.

Il poster dell’Istituto sardo per la storia dell’antifascismo presentato al convegno ha riguardato le fonti orali sulla partecipazione dei sardi alla guerra partigiana: ricerca pubblica, uso didattico e fruizione didattica.

Nel 2018 l’Issasco ha riaperto il dibattito sulla partecipazione dei sardi alla guerra partigiana con il volumeLa Sardegna e la guerra di Liberazione, (a cura di Daniele Sanna, FrancoAngeli), con particolare attenzione agli studi di storia militare. (https://www.francoangeli.it/Libro/La-Sardegna-e-la-guerra-di-liberazione-Studi-di-storia-militare?Id=24842)

Nel lavoro, oltre ai capitoli dedicati al ruolo assunto nella cobelligeranza dopo l’8 settembre dalle formazioni militari presenti nell’isola, è stata descritta la partecipazione alla guerra di Liberazione di un comandante partigiano cagliaritano, Nino Garau, operativo nel Modenese.

La ricostruzione della vicenda di Garau è stata resa possibile grazie a una ricerca originaria di storia orale che aveva preso le mosse nel 2005 attraverso una lunga intervista al combattente (oltre 24 ore di girato) realizzata da un gruppo di lavoro dell’Istituto. Nonché dall’analisi di un archivio di filmati in formato 8 millimetri girati dal protagonista nel dopoguerra e relativi alla vita familiare del partigiano.

Queste fonti sono state sottoposte a svariati usi e riusi:

  • a partire da una fruizione pubblica attraverso un film intervista (2012/2014, https://www.youtube.com/watch?v=MLMhYzwDE88), una lunga serie di incontri che nel corso di dieci anni si è svolta soprattutto nelle scuole, uno spettacolo teatrale in preparazione che andrà in scena ad aprile 2024.
  • privilegiando un uso didattico che ha portato alla compilazione della pagina Wikipedia dedicata al partigiano a cura di studentesse e studenti del Convitto nazionale “Vittorio Emanuele II” di Cagliari (https://it.wikipedia.org/wiki/Nino_Garau) e a svariati laboratori svolti anche nella scuola primaria e nella secondaria di primo grado.
  • alimentando la ricerca storica anche con la pubblicazione della memoria integrale di Garau nel 2021 (https://g.co/kgs/Fu2B2aC) e attraverso il confronto articolato nelle annuali giornate di studio organizzate dall’Issasco a partire dal 2020.

Parallelamente al caso Garau sono stati richiamati i lavori dedicati ad altri militari, antifascisti e partigiani sardi impegnati nella Resistenza o vicende di singoli che hanno esaminato, riusato o prodotto anche fonti orali.

E’ stato esaminato il caso di studio relativo al riuso della memoria di Nino Garau e degli altri combattenti e oppositori sardi evidenziando i percorsi di costruzione di strumenti e linguaggi a fini didattici e fruibili nel panorama della public history. Si illustreranno quindi i temi generali sul contributo dei sardi alla guerra partigiana, sul rapporto tra memoria e storia e su alcuni caratteri specifici delle biografie degli isolani attivi nella lotta antifascista. 

L'opposizione alla presenza militare in Sardegna

Un mio contributo intitolato L’opposizione alla presenza militare in Sardegna Battaglie politiche dal secondo dopoguerra agli anni Sessanta: il ruolo del Partito Comunista Italiano pubblicato sulla rivista "Acronia" (numero monografico 3/23, L'antimilitarismo in Italia. Dal secondo dopoguerra a oggi a cura di Isabelle Felici e Giorgio Sacchetti). "I primi segnali dell’opposizione alla presenza militare in Sardegna a partire dall’immediato secondo dopoguerra e nel corso degli anni Sessanta sono tracciabili in molteplici ambiti delle dinamiche di partecipazione democratica al dibattito politico. Dalle iniziative organizzate di partiti, associazioni e movimenti, alle forme di espressione individuale, dalla denuncia mediata attraverso l’arte cinematografica alla produzione pubblicistica alle inchieste giornalistiche: il dissenso verso i gravami del Ministero della Difesa nell’isola ha assunto lineamenti diffusi, eterogenei e trasversali dai quali emergerebbero i contenuti di un oggetto di ricerca talora peculiari, ascrivibili agli scenari della storia politica e sociale della Sardegna del Novecento, altresì in connessione con ben più ampi e complessi contesti transnazionali. Qui si propone una parziale mappatura delle manifestazioni iniziali dell’antagonismo all’imposizione sul territorio sardo di vincoli riconducibili alle politiche in ambito NATO, con particolare attenzione alla stampa e al dibattito parlamentare egemonizzati dal Partito Comunista Italiano".

Copertina Acronia 2/23

Cultura rom e sinti: Santino Spinelli in Sardegna

Dal 7 al 9 febbraio il musicista e studioso Santino Spinelli, ambasciatore della cultura romanì nel mondo, è stato in Sardegna per un ciclo di incontri tra Cagliari, Monserrato e Selargius.

L’evento è stato promosso dalla FICC Federazione Italiana dei Circoli del Cinema, dall’Anpi, dalla Cineteca Sarda-Società Umanitaria e dall’Issasco con il sostegno del Comune di Cagliari e di Buon Compleanno Faber. Tra le iniziative didattiche previste segnaliamo la partecipazione di Spinelli alla presentazione del podcast autoprodotto “Ombre del passato. Genocidi nel mondo” curato dalla classe 5 I, con il coordinamento della docente Franca Rita Porcu, dell’Istituto di Istruzione Superiore “De Sanctis-Deledda” di Cagliari, In collaborazione con: ACLI Cagliari ASCE Selargius Associazione Culturale Paùly A.P.S. Compagnia Nuove Indye Istituto De Sanctis - Deledda Sirio Sardegna Teatro

Di seguito il podcast realizzato dalle studentesse e dagli studenti:

 

L’Unione Sarda, Radiolina e Videolina hanno raccontato questo evento e il tema del Samudaripen, la persecuzione di rom e sinti sotto il nazifascismo, il confino in Sardegna delle famiglie provenienti dall’Istria e il progetto didattico realizzato dal liceo delle Scienze Umane “De Sanctis – Deledda” di Cagliari. Grazie ai giornalisti Massimiliano Rais, Francesco Abate, Simona De Francisci.

Videolina

Unionesarda.it

Radiolina

Radiolina

Unionesarda.it

#giornodellamemoria

Nei luoghi del lavoro in Sardegna: dossier sul portale della didattica della storia, Novecento.org

Luoghi del lavoro in Sardegna. Miniere, industrie e colonie penali è il titolo di un dossier pubblicato da luglio a dicembre del ’24 sul portale della didattica della storia Novecento.org a cura di Walter FalgioLaura StochinoNadia OlivieriElena Mastretta e di Costantino Di Sante.

Il dossier è stato realizzato a partire dai contenuti del seminario residenziale “Nei luoghi della Storia”, promosso dall’Istituto nazionale “Ferruccio Parri”, realizzato dall’Issasco, in collaborazione con l’Istasac e altre istituzioni e associazioni, a Carbonia e a Cagliari, dal 19 al 22 ottobre 2023.

Le autrici e gli autori coinvolti nella redazione dei contributi hanno affrontato temi di indagine storica, di carattere geografico legati ai processi migratori, di taglio didattico, hanno proposto letture delle esperienze culturali vissute durante le visite guidate. Saranno parte del dossier anche le interviste integrali filmate dal CSC Carbonia della Società Umanitaria – Fabbrica del Cinema allo storico Sandro Ruju e al minatore Lillino Pisci.

Qui l’introduzione al dossier

Qui la rivista completa: Novecento.org, Viella Editrice, n. 22, dicembre 2024.