Lunedì 9 marzo a Cagliari alle ore 10, nell’aula magna del Liceo “Siotto Pintor”, in viale Trento, 103, si è tenuta la cerimonia aperta al pubblico per la posa della pietra d’inciampo in memoria di Mario Giovanni Pani, vittima della deportazione nazifascista, nato in città nel 1923. All’evento hanno preso parte il sindaco, Massimo Zedda, la nipote del deportato, Daniela Pani, i responsabili delle associazioni antifasciste promotrici, Alberto Bocchetta (Anppia), io per l’Issasco, Carmen Meloni (Aned Milano) e Lidia Roversi (Anpi), il dirigente del Liceo “Siotto Pintor”, Aldo Pillittu. La posa della pietra – la prima volta nella città di Cagliari – in viale Sant’Avendrace 112, si è svolta nell’area dove sorgeva l’abitazione di Pani oggi non più esistente.

Presentazione del libro. Il pomeriggio dello stesso giorno alle ore 16, nell’aula consiliare del Palazzo civico in via Roma, le iniziative per la posa della pietra d’inciampo hanno proseguito con la prima presentazione pubblica del volume Storie di deportazione femminile, (Anppia, 2025, a cura di Alberto Bocchetta) dove si riportano alla luce vicende biografiche di donne perseguitate dal nazifascismo, con particolare attenzione al “Trasporto 91” diretto a Ravensbrück nell’ottobre del 1944. Dopo i saluti del presidente del Consiglio comunale, Marco Benucci, sono intervenuti la presidente della Commissione consiliare Pari opportunità, Chiara Cocco e gli autori del libro Bocchetta, Meloni, Pani e io. Ha coordinato la consigliera e docente, Laura Stochino.

Martedì 10 marzo alle ore 10 al Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari, in viale Italia 39/A,si è tenuta la seconda cerimonia aperta al pubblico per la posa delle pietre d’inciampo in memoria di Dino Col (1904-1944) e di Giovannico Biddau (1896-1945), vittime della deportazione nazifascista. All’evento hanno preso parte il sindaco, Giuseppe Mascia, i responsabili delle associazioni antifasciste promotrici, Alberto Bocchetta (Anppia), Antonello Lullia (Issasco), Carmen Meloni (Aned Milano) e Thomas Arras (Anpi). Erano presenti i familiari dei deportati. La posa delle pietre è avveuta davanti al Liceo Classico “Azuni”, in via Rolando, 4, alle ore 11, scuola dove entrambi i deportati hanno studiato.