L'isola raccontata da Gaspare Finali

Dall'esilio in Sardegna alle istituzioni del regno 

L'ultimo saggio della collana dell'Issasco per FrancoAngeli "Sardegna Contemporanea"

Il libro esplora l’esperienza del cesenate Gaspare Finali esule-lavoratore in Sardegna e propone profili di lettura e di analisi del suo straordinario percorso biografico. L’incarico in qualità di capo contabile della Società Industriale Agricola a Macomer rappresentò un’occasione di crescita culturale e umana tutt’altro che irrilevante. Siamo alla vigilia dell’unità d’Italia e Finali, giovane patriota risorgimentale, dopo la parentesi sarda contribuirà al processo di edificazione istituzionale del nuovo Stato. Dapprima nei governi provvisori e alla Camera, poi al ministero dell’Interno e alle Finanze. Un cammino importante che lo condurrà ai vertici delle magistrature contabili e del Senato del Regno. L’uomo politico romagnolo non è stato “soltanto” ministro, sindaco, giurista, parlamentare e presidente della Corte dei conti, ma ha trovato anche il tempo di coltivare la vocazione per la storia e per la letteratura. Il racconto di una vita di passione e di impegno è quindi confluito nelle sue Memorie dalle quali è tratta la suggestiva testimonianza del periodo trascorso in Sardegna.

 

Lussu Orgosolo

Gli ultimi articoli

Issasco su Radiolina

(16 novembre 2023) Nella programmazione dell’emittente radiofonica Radiolina si è parlato dell’Issasco, dell’attività dell’Istituto per la storia dell’antifascismo, del seminario residenziale Luoghi del lavoro in Sardegna, dell’ultima pubblicazione della collana Sardegna Contemporanea e delle iniziative per il centenario della nascita del partigiano cagliaritano Nino Garau. Da questo link si può…

La storia rimossa dei bibelforscher, i testimoni di Geova perseguitati dal nazismo

Claudio Vercelli, torinese, docente di storia dell’ebraismo all’università Cattolica di Milano, studioso dell’Europa contemporanea, dei totalitarismi novecenteschi e del Medio Oriente, racconta la vicenda dei Bibelforscher, gli studenti biblici, i testimoni di Geova perseguitati dal nazismo. L’intervista è stata pubblicata in forma ridotta sulla testata B-Hop magazine. Qui segue la versione integrale.

Geppe e il suo fiume

Il fiume Panaro bagna Spilamberto e quelle pietre accanto alla foto di Nino Garau e sopra la sua bara provengono dalle sue sponde. Le ha portate a Cagliari il 16 luglio Umberto Costantini, il sindaco del paese emiliano, e accompagneranno il viaggio del partigiano. Quel fiume che nasce negli Appennini e confluisce nel Po verso nord era un luogo molto familiare per Nino. Ce ne parlava spesso con dovizia di dettagli sulla conformazione delle anse e sul corso attorno al territorio di Spilamberto.

Ciao Nino

Il comandante partigiano Nino Garau, nome di battaglia Geppe, è morto questa sera, 12 luglio, nella sua casa di Cagliari. Avrebbe compiuto 97 anni il prossimo 12 dicembre. Ci lascia un antifascista combattente e un caro amico con il quale abbiamo condiviso decine di chiacchierate, conferenze, incontri in tante scuole, teatri, Comuni della Sardegna.

A proposito di targhe, capperi e simboli del passato

Si fa un gran parlare del “passato che non passa” nei simboli, nella toponomastica, nella statuaria che richiama dittature, violenza coloniale, razzismo. Sul tema si è aperto un dibattito internazionale stavolta stimolato dalla morte violenta di George Floyd ma che a cicli e da decenni investe il confronto culturale.

Partigiani nell’Appennino forlivese, ottobre 1944. www.istorecofc.it