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Cagliari 25 Aprile 2014, il partigiano Nino Garau in piazza
Cagliari 25 Aprile 2014, il partigiano Nino Garau in piazza
25 Aprile, al 70esimo facciamo parlare gli studenti
(26 aprile 2014) Il 25 Aprile festeggiato ieri a Cagliari, vissuto da me intensamente come ogni volta, ha messo in luce due aspetti peculiari. Il primo, scontato, è che il 69esimo precede il 70esimo anniversario e che perciò, da domani, dobbiamo iniziare a preparare con maggiore impegno l'appuntamento dell'anno prossimo, magari con un'iniziativa al mese, sotto un unico nuovo logo da ideare. Il secondo aspetto che mi pare di carattere fondamentale e che in qualche modo assumo come pretesto per aprire una riflessione più ampia all'interno del Comitato cagliaritano "25 Aprile" a cui mi onoro di prender parte, riguarda invece il contenuto delle parole pronunciate dal sindaco Massimo Zedda.

Il primo cittadino ieri ha riportato il fermo intendimento del partigiano Nino Garau, presente in piazza, a non prendere la parola dal palco. Il comandante della Brigata "Casalgrandi" "da me invitato a parlare ha detto che preferiva stare tra la gente", ha ricordato Zedda. Ho apprezzato molto questo richiamo del sindaco e ho provato ancora una volta a interrogarmi sul perché di questo gesto. Garau, nome di battaglia "Geppe", in armonia con il suo stile e con le sue convinzioni, non partecipa ai saluti finali della manifestazione cittadina. Più volte ha avuto modo di spiegarmi che in quella circostanza devono parlare i rappresentanti delle istituzioni della Repubblica con il sindaco in prima fila.

Lui si ritiene sostanzialmente uno strumento. Attraverso il suo impegno nella guerra contro il nazismo e il fascismo, oggi, quei rappresentanti possono esercitare le regole democratiche. Per questo nella pubblica piazza Garau ha parlato una sola volta, a Spilamberto, dopo la liberazione del paese nell'aprile di 69 anni or sono. Dopodiché, a suo modo di vedere, i partigiani combattenti hanno passato definitivamente il testimone al popolo e ai suoi delegati. Evidentemente Garau è persona coerente, questa non è una novità, e non intende tradire i suoi ferrei principi.

Credo sia quindi più che mai doveroso raccogliere e onorare questo testimone lasciato in eredità dai partigiani. E nel farlo dobbiamo ogni momento chiederci qual è il metodo più efficace per trasmettere i valori basilari della nostra democrazia. Queste non sono e devono mai essere domande scontate e uso non a caso la parola "efficace". Perché un messaggio importante deve essere veicolato con strumenti e modi adatti al fine di raggiungere più interlocutori possibili e soprattutto rispondendo con assoluta coerenza ai valori di cui ci facciamo interpreti. Per bandire, come ha ben scritto avantieri lo storico Enzo Collotti su il manifesto, quell'"anestesia del linguaggio, espressione in superficie dell'anestesia della memoria".

Pertanto lancio due sfide al Comitato cagliaritano che con nuova energia deve rilanciare il lavoro in vista del Settantesimo, agli amici Franco Boi, Marco Sini e Vito Biolchini, ai rappresentanti del sindacato sempre generosamente presenti in questa partita, a tutti gli altri componenti. Rafforziamo e incrementiamo come già detto il programma di eventi, vediamoci al più presto, cerchiamo di pensare un calendario annuale a partire da subito dando spazio, come stiamo cercando di fare negli ultimi tempi, al dibattito culturale di carattere storico ma non solo. Dodici incontri per dodici mesi, per esempio. Lanciamo un concorso nelle scuole proponendo dei temi agli studenti. Istituiamo una giuria con la collaborazione degli insegnanti e premiamo tre ragazzi con l'opportunità di leggere il loro scritto dal palco il prossimo 25 aprile. Così la voce degli studenti sarà la nostra voce. Noi tutti facciamo un passo indietro, come ieri ha fatto Garau, e lasciamo che siano loro a parlare, quelli che a gran voce dichiariamo essere i primi fruitori del messaggio di libertà.

(walter falgio)

 

 



Commenti inviati
Marco Sini ha scritto Sabato, 26 Aprile 2014 alle ore 16:07

Ricevo e pubblico con piacere il commento del presidente del Comitato provinciale di Cagliari dell'Anpi, MARCO SINI (wf) ------------------------------------------------ Condivido, anche i passaggi sul punto di vista, da rispettare, di Nino Garau. Il 70esimo della Liberazione che ci attende nel 2015 va preparato bene e per tempo con un ampio coinvolgimento delle Istituzioni Locali, e non solo del Comune di Cagliari, del tessuto associativo democratico e, sopratutto, dei giovani e delle Istituzioni scolastiche, anche con strumenti quali concorsi a tema, previa ricerca, studio e ascolto di testimonianze quali ad esempio quelle di Nino Garau e di altri che hanno vissuto quei tempi e possono ancora contribuire a trasmettere le informazioni ed i valori che hanno permeato la Resistenza. Lo studio e la ricerca che deve vedere protagonisti i giovani va anche orientato, nel territorio, alla ricerca sui Partigiani e gli antifascisti sardi.

Franco Boi ha scritto Sabato, 26 Aprile 2014 alle ore 16:48

Pubblico con piacere l'intervento di FRANCO BOI dell'Unione Autonoma Partigiani Sardi (wf)--------------------------------------------- Caro Walter, sono d'accordissimo sulle considerazioni che fai. Mi sto convincendo sempre piu' che di uomini come Nino Garau in Sardegna ce ne siano tanti altri e che la modestia li spinga a non farsi notare. Credo che dovra' essere nostro compito, con una iniziativa permanente (dotandoci degli strumenti) di Issra, Anpi, Anppia, Uaps, effettuare una ricerca in profondita', in modo che arriviamo al 70esimo con un panorama piu' completo sia di persone che di avvenimenti che ha visto protagonisti i nostri "Eroi" Sardi, ai quali essere tangibilmente riconoscenti facendoli conoscere al grande pubblico della nostra isola. Vediamoci al piu' presto per programmare. Ciao Franco

Marina Moncelsi ha scritto Sabato, 26 Aprile 2014 alle ore 18:13

Ringrazio la presidente dell'Istasac Marina Moncelsi per il suo messaggio (wf)--------------------------- Nino Garau e' persona di grande stile ed intelligenza, e lo dimostra da sempre. L'ISTASAC (Istituto per la Storia dell'Antifascismo e dell'eta' contemporanea della Sardegna Centrale) accoglie e condivide l'idea di Walter.

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